
Itinera Emilia
Storie di pietra, di bronzo e d'acqua a Parma
Una passeggiata (su richiesta si può anche usare la bicicletta) tra particolari opere d'arte che popolano la città di Parma. Sculture in marmo, in bronzo, a volte circondate dall'acqua in cui si rispecchiano.
Un'occasione per fare conoscenza con i personaggi che questi monumenti vogliono celebrare. Nomi famosi ma anche poco conosciuti, tutti con storie straordinarie. Il loro legame con Parma è imprescindibile e proprio questo sarà il punto di partenza del nostro racconto. Un itinerario che allarga gli orizzonti tra mito e realtà storica, arte ed esplorazioni, musica ed eroismo.
Reggio Emilia classica
L’itinerario nel centro storico di Reggio Emilia si snoda attraverso suggestivi borghi tra palazzi e luoghi di culto dalle magnifiche architetture come il Santuario della Beata Vergine della Ghiara, che custodisce un affresco considerato miracoloso e raffigurante la "Madonna che adora il Bambino". Una chiesa che è un vero e proprio vessillo della produzione artistica emiliana del tempo, raccogliendo anche opere di Alessandro Tiarini, Orazio Talami e del Guercino.
La passeggiata conduce poi alla Piazza Grande, oggi Prampolini, su cui affaccia il Duomo di Reggio Emilia, dove si possono ammirare sculture di Bartolomeo Spani e Prospero Sogari, il Battistero e il Palazzo del Comune, che ospita la prestigiosa e celebre Sala del Tricolore oggi adibita a Sala del Consiglio Comunale.
Particolarmente suggestiva e storicamente importante è la Basilica di San Prospero, dedicata al santo protettore della città. All’interno si ammirano uno splendido ciclo di affreschi realizzato da Camillo Procaccini risalenti al tardo Seicento e gli stalli lignei ad opera di Cristoforo e Lorenzo da Lendinara.
Borgo di Vigoleno (Piacenza)
Piccolo ma suggestivo borgo fortificato, costruito su uno sperone di calcare e pietra arenaria, che gli assicura una posizione panoramicamente privilegiata tra le colline. Vigoleno è caratterizzato dal Castello che appartenne ai Visconti e poi agli Scotti di Piacenza. Vi si trovano anche l’Oratorio della Vergine delle Grazie e l’antica Pieve di San Giorgio, il suo interno regala un’atmosfera di suggestivo raccoglimento.
Vigolo Marchese
A pochi chilometri di distanza, merita una visita il Battistero di Vigolo Marchese, che affianca la chiesa romanica risalente al 1008, unico edificio rimanente di un complesso monastico andato perduto. Il battistero, di epoca antecedente rispetto alla chiesa e probabilmente sorto come tempietto pagano in età romana, è un interessante esempio di antica costruzione religiosa a pianta circolare.
Brescello con Don Camillo e Peppone: Ciak! Si gira!
"Ecco il paese, il piccolo mondo di un mondo piccolo, piantato in qualche parte dell'Italia del Nord. Là in quella fetta di terra grassa e piatta che sta tra il fiume Po e l'Appennino...". Le parole di Giovanni Guareschi trovano loro compimento a Brescello, piccolo centro della Bassa Padana, divenuto il set naturale per gli eroi don Camillo e Peppone.
Qui si snoda un itinerario che comprende la visita ai luoghi resi celebri dallo schermo cinematografico e che si conclude nel Museo dove sono raccolte fotografie e cimeli legati ai film. E’ possibile abbinare questo percorso ai luoghi verdiani nel parmense, per la comune origine di Guareschi e Verdi.
Novellara e le piccole capitali del Po
Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio, Reggiolo: tutti centri della “Bassa” reggiana accomunati dalla presenza del Grande Fiume che da sempre scorre su queste terre caratterizzandone la cultura, l'economia, la storia e le tradizioni.
La visita di Novellara, con la Rocca dei Gonzaga, il ricco Museo, la storica Acetaia con l'antica produzione di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia può essere abbinata ad un percorso di navigazione sul Po: una giornata speciale con il ritmo rilassato del Grande Fiume.
Il piccolo ma curato Museo all’interno della Rocca conserva alcuni frammenti di affreschi di Lelio Orsi da Novellara, ritratti della famiglia Gonzaga e le suppellettili dell’antica Spezieria.
Bologna Golosa
Una passeggiata nel centro di Bologna a caccia dei tesori di una città famosa in tutto il mondo per il buon cibo. Si parte con l'allegria di colori e di suoni del Mercato delle Erbe per arrivare, a due passi da San Petronio e dalle Due Torri, nel cuore della città, nel Mercato Vecchio. Assaggi di pasta fatta in casa, salumi, formaggi, gelati, gustosi aperitivi, il tutto condito con il racconto storico dei luoghi e dei prodotti incontrati lungo il percorso.
Itinerario leggero e goloso adatto a tutti.
Fotografare Parma - Photo marathon
Una passeggiata guidata dedicata agli scorci e alle prospettive più suggestive di Parma, pensata sia per i cittadini che per i turisti che amano fotografare in tranquillità e allo stesso tempo desiderano approfondire i tanti volti di una città. L’itinerario è sempre personalizzato e può essere svolto in diverse ore della giornata, dando la possibilità di catturare luci e atmosfere sempre diverse.
Modena: Terra di motori
Ferrari, Lamborghini, De Tomaso: questi nomi fanno palpitare i cuori di milioni di persone appassionate di velocità, affascinate da vetture che costituiscono da sempre un vero e proprio status symbol… un miraggio, per i più, ma siccome sognare è un diritto perché non concedersi una giornata alla scoperta dei territori dove ha origine la meccanica d’eccellenza? Itinera Emilia vi invita dunque a Modena, capitale dei motori e terra in cui l’ebbrezza della velocità e il fascino delle fuoriserie si fondono in una passione immutata nel tempo.
Un itinerario non può che iniziare nelle vicinanze del centro storico, in Largo Garibaldi, dove si trova il monumento dedicato ad Enzo Ferrari, fondatore della mitica casa del cavallino rampante. Poco lontano, viale Trento e Trieste ha ospitato negli anni trenta la prima officina Ferrari. E sempre in città sono situati anche due importanti musei privati, il Museo dell’auto storica Stanguellini e soprattutto il Museo dell’auto e moto d’epoca Umberto Panini, che presenta una delle più complete collezioni di Maserati, marchio oggi controllato proprio dalla Ferrari.
La località che però evoca maggiormente la leggenda è Maranello, centro di produzione di straordinarie automobili, punto d’arrivo obbligato di questo percorso.
Alle porte del paese si trova la Pista Privata Ferrari, luogo di collaudo di bolidi che poi sfrecceranno sulle strade di tutto il mondo; si incontra poi lo Stabilimento vero e proprio ed infine la Galleria Ferrari, traguardo di questo pellegrinaggio dedicato al mito-macchina. In un crescendo di suggestioni, grazie a modelli, trofei, filmati si rivivono le vittorie più esaltanti, si ricordano i campioni più amati, ci si lascia andare al desiderio di poter esaudire un sogno: mettersi al volante di una “rossa”. Una struttura innovativa completa poi la visita: la Galleria del vento, creata dall’architetto Renzo Piano al fine di poter studiare l’aerodinamica.
E poco lontano da Modena, a Sant’Agata Bolognese in provincia di Bologna, è possibile realizzare un altro sogno: vedere nascere una Lamborghini!! Presso l’azienda si può visitare il museo con i modelli storici ed essere accompagnati al suo interno per vedere l’assemblaggio di una Gallardo o una Murcielago…
Questo itinerario intende perciò suscitare entusiasmo, rendere omaggio ad una passione vibrante e perché no, lasciare una traccia indelebile impressa nella memoria di chi vi partecipa.
Passeggiando per Vienna, cercando Parma
Ebbene sì, anche la guide di Itinera Emilia vanno in vacanza. Diciamo che, spesso, uniamo al diletto il dovere.
Fatto sta che il mio giro in Austria mi ha portata a Vienna, una città imperiale in cui passeggiare col naso all’insù, perché lì tutto è maestoso e racconta di un grande passato. Un luogo che ha molti legami con Parma, la mia città, e che mi ha emozionata, anche se in modo differente di tappa in tappa.
Il Palazzo di Schönbrunn, ad esempio, che dall’esterno appare come una gigantesca macchina turistica, è circondato da un grande e rilassante parco pubblico che i viennesi utilizzano per fare jogging o picnic. Le sue 1441 stanze sono state teatro di nascite e morti che hanno influenzato direttamente o indirettamente la storia del Ducato di Parma e Piacenza. Qui è stato praticamente imprigionato il Re di Roma ovvero il Duca di Reichstad ovvero Napoleone II ovvero il frutto dell’unione tra Maria Luigia, figlia dell’Imperatore d’Austria Francesco II Asburgo-Lorena, e Napoleone.
L’Aiglon, un nome altisonante per un bimbo che, sconfitto e mandato in esilio il padre, viene tenuto quasi nascosto proprio a Schönbrunn dall’amato nonno. Perchè tanta crudeltà? L’Imperatore asburgico aveva capito il pericolo che Napoleone II rappresentava alla luce di una Restaurazione mal digerita dai popoli europei e, in particolare, dai francesi che avrebbero potuto volerlo come nuovo Re. Un ragazzo che con la sua sola esistenza rischiava di sovvertire gli equilibri creati a tavolino dalle potenze europee.
Nel visitare gli appartamenti di Schönbrunn, la camera del giovane Duca stringe il cuore. Lì muore a soli 21 anni, per una malattia polmonare dopo aver elemosinato le attenzioni della madre lontana, che il Congresso di Vienna colloca alla guida del Ducato di Parma di Piacenza, e la stima del nonno.
In una teca, di fronte al busto che ritrae il giovane defunto, è conservata l’allodola imbalsamata che il Duca dichiara essere stata “la sua unica amica” durante quella poco spensierata giovinezza.
Il Museo Glauco Lombardi di Parma conserva ricordi di questo giovane e di sua madre, Maria Ludovica per gli austriaci, Marie Louise per i francesi, Maria Luigia per i parmigiani, tanto amata a Parma quanto discussa in Francia.
Ella riposa proprio a Vienna, nella Cripta degli Imperatori sotto la Chiesa dei Cappuccini, da più di 400 anni luogo di sepoltura degli Asburgo. Luogo dall’atmosfera austera, in un susseguirsi di sepolcri imponenti e severi. La tomba della Duchessa è un po’defilata, semplicissima, e rivela una sorpresa. Trovo deposti alla sua base un mazzolino di violette e un foglio di quaderno con un disegno a matita. Le violette di Parma, da cui si estrae il famoso profumo che Maria Luigia adorava, e uno schizzo: il profilo della Cattedrale di Parma con a fianco il Battistero e lassù, quasi in cielo…un prosciutto! Una curiosa dimostrazione di affetto che mi stupisce considerando che la Duchessa è mancata nel 1847.
Entusiasmante la visita al Kunsthistorische Museum, straordinaria raccolta d’arte che incanta per la sua ricchezza e complessità. Anche lì, vado alla ricerca di un angolo di Parma, e lo trovo tra i grandi capolavori del XVI secolo.
Il primo dipinto che mi trovo davanti è l’Autoritratto nello specchio convesso del giovanissimo Parmigianino, ovvero Francesco Mazzola. La sensazione è la solita. Pur avendo osservato e studiato un’opera sui libri, la visione diretta è sempre sorprendente. Quanta tecnica, quanti simboli nascosti in un quadro apparentemente semplice.
Parmigianino è nato a Parma, dove ha lasciato entusiasmanti prove del suo talento. L’eleganza delle sue Vergine Savie e Vergini Stolte, affrescate sull’arcone della Chiesa della Steccata, giustifica da sola una sosta nella nostra città. Che sviluppi visionari avrebbe mostrato la sua arte se non fosse mancato a soli 37 anni?
Quasi messe a corona di questo piccolo gioiello, riconosco alcune opere di Antonio Allegri, detto il Correggio. Un pittore che si esprime ai massimi livelli proprio a Parma e che la città adotta. A lui è riservato l’onore di affrescare la cupola della Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Straordinaria è la spirale di luce che costruisce per rappresentare l’Assunzione, un vortice di corpi e di colori imperdibile per chi visita Parma. Nei dipinti correggeschi a tema mitologico del Kunsthistorische Museum, ho ritrovato la stessa umanità morbida, resa con colori pastellati, una dinamicità mai scomposta unita a una grande carica di sensualità.
Mi riferisco in particolare al dipinto che ritrae Giove, capo degli dei, e Io. Giove ha preso l’aspetto di una nuvola. Il pittore lo ritrae nel momento in cui possiede Io, una figura di donna carica di un’intensa femminilità. Correggio rende qualcosa di impossibile, plausibile, e io ho ancora negli occhi quella nuvola morbida che avvolge il corpo di Io, perlaceo e teso ad accogliere un gesto d’amore.
È stata una bella vacanza, ma l’estate non è ancora finita…
Parma che accoglie: Hospitale, il senso di una mostra
“Hospitale. Il futuro della memoria” è tante realtà in una: è un motto-guida, un progetto, un luogo, una porta d’accesso alla storia e all’anima di un vasto quartiere (Co’ di Ponte, “Parma vecia”, o come si usa chiamarlo oggi, Oltretorrente) che è parte integrante dell’identità cittadina sebbene ancora poco conosciuto ed esplorato.
“Hospitale” è la più grande installazione di Parma 2020+21, aperta al pubblico fino all’8 dicembre 2020 e realizzata in un settore della Crociera dell’Ospedale Vecchio, in via D’Azeglio.
Dal 2016, l’intero Complesso Monumentale è interessato da un ambizioso intervento di restauro e di rigenerazione urbana, che richiederà non meno di altri tre o quattro anni di lavori per giungere a compimento.
Per oltre sette secoli, l’Ospedale Vecchio (le cui origini risalgono al 1201) è stato il Luogo dell’accoglienza dei più deboli, in particolare degli ammalati e degli orfani.
Per Parma, prossima alla Via Francigena, abituata a dare ospitalità e soccorso ai pellegrini di ogni condizione sociale, l’Ospedale è l’icona di uno straordinario impegno di accoglienza e di cura, che si è espresso per secoli in una fittissima rete di xenodochi (gli ostelli per pellegrini, spesso bisognosi di cure mediche) e di luoghi di assistenza sparsi in tutta la città, riuniti poi, fino al 1926, nel grande e complesso edificio affacciato su via D’Azeglio.
Salito lo scalone dell’Ospedale, che introduce nell’altissima Crociera (circa 12 metri), inizia l’esperienza Hospitale.
Il visitatore è avvolto nella penombra, dove inizia un racconto al principio solo visivo e musicale e che procedendo si fa più denso e coinvolgente.
Nella tappa successiva, lungo il braccio settentrionale della Crociera, lo spettatore si trova circondato e in qualche modo “immerso”(filo conduttore è proprio l’acqua scrosciante, fonte di vita ma anche di distruzione) tra otto videoproiezioni sincronizzate.
Un’istallazione che è un racconto denso, umanamente ricco, interpretato dagli attori Marco Baliani e Giovanna Bozzolo, basato su temi e momenti essenziali della storia dell’Ospedale Vecchio, dalla sua fondazione fino al secolo scorso, e del quartiere Oltretorrente che lo ospita.
Scorrono immagini e memorie di un’istituzione pionieristica e capace di eccellenza, ma anche storie di umile vita quotidiana, di catastrofi naturali, di carità, di ribellione ai soprusi e alla miseria, dei quali la città può andare fiera, oggi più che mai.
Se siete interessati a fare quest’esperienza legata alla visita “Parma si prende cura” potete contattarci. Le nostre guide sapranno condurvi nel cuore pulsante della Parma che accoglie.