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Fino al 2 giugno la mostra fotografica di Lucio Rossi, che ritrae la cupola della chiesa di San Giovanni Evangelista in Parma, è aperta.
Una splendida occasione per perdersi nei cieli di Antonio Allegri, detto il Correggio. Pittore manierista che a Parma esprime tutta la sua potenza visionaria immergendo il suo pennello e i nostri sguardi in cieli che ritraggono l’infinito, popolati da luce, colori, nuvole e tanta umanità.
 
LA NOSTRA PROPOSTA
Itinera Emilia integra la visita della mostra con un vero e proprio percorso correggesco.
Si inizia con la Camera di San Paolo. Misterioso e per lungo tempo sconosciuto capolavoro dipinto da Correggio per la nobile Badessa Giovanna da Piacenza e si prosegue con la chiesa di San Giovanni Evangelista, simbolo del lungo e profondo rapporto che il pittore avrà con i monaci benedettini.
L’ingresso in monastero, che ci consentirà di ammirare la Biblioteca Monumentale e la Sala del Capitolo, aiuta a comprendere la cultura benedettina a cui Correggio era così legato.
Il chiostro di San Benedetto è la porta d’accesso alla mostra Correggio 500 ambientata nel Refettorio Grande. Portare il cielo in terra, questa l’idea alla base degli scatti fotografici.
 
 

“Si erano vestiti della festa
Per una vittoria impossibile
Nel corso fangoso della Storia…”
Attilio Bertolucci

Agosto 1922 La Storia si fa nei borghi dell’Oltretorrente di Parma.

Tra le piazze, le osterie e i vicoli pieni di vita, il malcontento di un popolo povero e combattivo viene incanalato nell’attività politica e sindacale fino a esplodere nella resistenza alle squadre fasciste che vogliono spadroneggiare in città.

Seguiremo la storia e le gesta delle donne e degli uomini che supportarono gli Arditi del Popolo sfamandoli, curandoli e combattendo al loro fianco.
Attraverseremo i luoghi della battaglia, della festa, del dolore che ancora resistono nel quartiere "dlà da l’acqua".

Un racconto che terminerà a Palazzo Bossi Bocchi visitando la mostra "Alle Barricate" (dal 24 settembre al 29 gennaio 2023) ricca di documenti e di suggestivi allestimenti.

Visita guidata in Oltretorrente e alla mostra ‘Alle Barricate!’

COSTO:
Soci Itinera: 10€
Non soci: 15€

Per prenotazioni:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel. 327 746 9902

Venerdì, 28 Ottobre 2022 10:12

A cena con De André

Amiamo le canzoni di De Andrè, così semplici e vere, e amiamo la torta fritta.

Abbiamo pensato di regalarci e regalarvi una serata che unisce queste nostre due passioni.

Una cena a base dei nostri prodotti tipici in un antico mulino e le canzoni più belle di Fabrizio De Andrè in versione acustica.

Torta fritta, prosciutto, tortelli, cappelletti in brodo e la mitica torta di Langhirano ci aspettano in uno spazio riservato in esclusiva per noi.

Sarà un’occasione per ritrovarci, per conoscere gente, per coccolare il nostro palato e dare spazio (perché no?) alla nostra voglia di cantare.

Sabato, 15 Ottobre 2022 13:04

DIALOGHI CONVIVIALI SULLA BELLEZZA

La Bellezza è la nostra quotidianità.

La mostriamo nelle nostre visite guidate, la ricerchiamo studiando nuovi itinerari.

Scopriamo ogni giorno quanto sia necessaria a noi e a tante persone che incontriamo.

A ognuno parla in modo diverso e provoca emozioni diverse

In tanti la cercano e ne parlano con noi

Ma la Bellezza cos’è? Dov’è? In un’opera d’arte custodita in un museo o in un tramonto mozzafiato?

E il Bello può nascere dal Male?

Vogliamo parlarne con un giovane filosofo, davanti a un calice di vino e a qualche stuzzichino, nel calore di un locale riservato solo per noi.

Tre serate di chiacchiere in nostra compagnia per (ri)trovare uno spazio di relazione e riflessione.

Mercoledì, 31 Agosto 2022 11:52

Farnese tour

Lo confessiamo. La mostra sui Farnese stava per chiudere e noi ci sentivamo già un po’ orfani di quella straordinaria famiglia che ha lasciato un segno così bello e profondo nella nostra città

Per la curiosità di vedere con i nostri occhi i paesaggi e i luoghi farnesiani, abbiamo investito qualche giorno di vacanza attirati verso il centro Italia tra la Tuscia, dove la famiglia aveva le sue radici, e Roma che l’ha vista al suo massimo splendore.

Prima tappa al lago di Bolsena, che spunta come un mare tranquillo nel cuore della penisola. Punteggiato di residenze farnesiane, ha nel suo centro l’isola Bisentina, utilizzata da Ranuccio Il Vecchio come pantheon per la nascente dinastia.

Scendendo verso Il lago di Vico, si incontra la fortezza di Caprarola, strategicamente eretta sulla strada verso Roma e tramutata in residenza rinascimentale dal Gran Cardinale Alessandro Farnese. Bisogna concedersi del tempo per godere della fusione tra l’architettura visionaria del Vignola, le decorazioni pittoriche e l’estetica dei giardini, passeggiando tra interni e esterni, tra sole e ombra al suono delle fontane. Un luogo di delizie, frequentato da chi voleva rendere omaggio al potentissimo prelato.

Per ultimo il sito più difficile da visitare, Palazzo Farnese. Perché nel cuore di Roma, a un passo da Campo de’ Fiori e dal suo mercato dove, considerati i 40° di temperatura, ci concediamo una granita. Perché sede della blindatissima Ambasciata di Francia. Qui hanno lavorato come architetti Antonio Sangallo il Giovane, Michelangelo, Vignola, Della Porta e si vede. Dall’esterno rigoroso ma alleggerito dal balcone e dalla cornice michelangiolesca, all’interno squadrato da colonne concepite come summa dell’architettura antica, agli spazi vasti, ai corridoi, alle stanze, ai camerini dove i cardinali Farnese ricevevano e gli artisti che contribuivano allo splendore della famiglia con le loro opere, vivevano. Si percepisce un senso di vuoto, lasciato dai tanti oggetti preziosi che conteneva e che ora sono custoditi altrove, ma rimane la grandezza di un progetto che testimonia un’ambizione sfrenata.

Potere, capacità di spesa, alto livello culturale che si rispecchiano anche in ciò che i Farnese hanno lasciato nel nostro Ducato. Su tutto lo splendido Teatro Farnese di Parma, cuore del Complesso Museale della Pilotta, visitabile quale tappa fondamentale dei nostri tour cittadini.

Martedì, 06 Settembre 2022 15:06

Un Settembre Gastronomico

Si sa, Parma con le sue 3 straordinarie DOP (Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma e Culatello di Zibello) è il cuore della foodvalley.

Si sa anche che dal 2015 è stata nominata Città creativa dell’Unesco per la Gastronomia e che nel programma culturale di settembre, a Parma, non poteva mancare un evento legato al cibo: “Settembre Gastronomico”, appunto.

Un mese di approfondimenti sulle DOP del Parmigiano Reggiano, del Prosciutto di Parma e del Culatello di Zibello, sulle filiere della pasta, del pomodoro, del latte e delle alici. Un evento diffuso che coinvolgerà luoghi significativi della città, ristoratori, imprese del territorio e protagonisti della cultura.

L’esperienza gastronomica si intreccerà con quella musicale, teatrale e sportiva.

La Cena dei Mille, danze a tema, il Festival Verdi e il Galà della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico con la nostra plurimedagliata nuotatrice Giulia Ghiretti, offriranno una degna cornice alla manifestazione.

Per chi è curioso del cibo, per chi ama la buona tavola, un’occasione per approfondire il legame speciale tra questo territorio, la sua gente e i suoi prodotti grazie ai nostri tour enogastronomici personalizzati.

La mostra “OPERA, il palcoscenico della società”, ti accoglie con luci soffuse e con i colori vivaci dei dipinti che ospita, primo fra tutti l’Hayez dei Vespri Siciliani.

Il materiale presente nelle sale austere del Palazzo del Governatore, stimola un variegato numero di riflessioni e di possibili percorsi tematici.

La parola chiave sta nel titolo: OPERA. Genere d’intrattenimento che col popolo, e in particolare quello italiano, ha davvero a che fare.

L’esposizione tocca aspetti sociali, politici, musicali, scenografici, cinematografici di una forma d’arte che nasce all’interno di un teatro ma che da esso esce, rappresentando Parma nel mondo.

Tra immagini di repertorio, modellini di macchine sceniche, spartiti, poster e antichi bozzetti, il percorso si snoda con un tratto di leggerezza rappresentato dagli splendidi abiti indossati nel corso degli anni dalle cantanti più famose, quelle Divine Voci che dell’opera sono le protagoniste.

VISITE SU PRENOTAZIONE scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Venerdì, 06 Agosto 2021 15:05

FICO riapre e dà i numeri 7-7-7

Il sette luglio alle sette si rinnova la sfida di FICO, la Fabbrica Italiana Contadina, nata nel 2017 alle porte di Bologna.

Basata su (ovviamente) sette aree tematiche dell’agroalimentare la nuova Disneyland del cibo nasce con una mission: appassionare alle eccellenze enogastronomiche italiane divertendo.

Turisti, famiglie e foodies avranno a disposizione esperienze multisensoriali, attrazioni cibocentriche, animali della fattoria, il tutto gestito da 60 operatori del settore.

Cavalcare un cannolo siciliano, fare un tour dentro una forma di formaggio… non capita spesso!

Ebbene sì, anche la guide di Itinera Emilia vanno in vacanza. Diciamo che, spesso, uniamo al diletto il dovere.

Fatto sta che il mio giro in Austria mi ha portata a Vienna, una città imperiale in cui passeggiare col naso allinsù, perché lì tutto è maestoso e racconta di un grande passato. Un luogo che ha molti legami con Parma, la mia città, e che mi ha  emozionata, anche se in modo differente di tappa in tappa.

Il Palazzo di Schönbrunn, ad esempio, che dall’esterno appare come una gigantesca macchina turistica, è circondato da un grande e rilassante parco pubblico che i viennesi utilizzano per fare jogging o picnic. Le sue 1441 stanze sono state teatro di nascite e morti che hanno influenzato direttamente o indirettamente la storia del Ducato di Parma e Piacenza. Qui è stato praticamente imprigionato il Re di Roma ovvero il Duca di Reichstad ovvero Napoleone II ovvero il frutto dell’unione tra Maria Luigia, figlia dell’Imperatore d’Austria Francesco II Asburgo-Lorena, e Napoleone.

L’Aiglon, un nome altisonante per un bimbo che, sconfitto e mandato in esilio il padre, viene tenuto quasi nascosto proprio a Schönbrunn dall’amato nonno. Perchè tanta crudeltà?  L’Imperatore asburgico aveva capito il pericolo che Napoleone II rappresentava alla luce di una Restaurazione mal digerita dai popoli europei e, in particolare, dai francesi che avrebbero potuto volerlo come nuovo Re. Un ragazzo che con la sua sola esistenza rischiava di sovvertire gli equilibri creati a tavolino dalle potenze europee.
Nel visitare gli appartamenti di Schönbrunn, la camera del giovane Duca stringe il cuore. Lì muore a soli 21 anni, per una malattia polmonare dopo aver elemosinato le attenzioni della madre lontana, che il Congresso di Vienna colloca alla guida del Ducato di Parma di Piacenza, e la stima del nonno.
In una teca, di fronte al busto che ritrae il giovane defunto, è conservata l’allodola imbalsamata che il Duca dichiara essere stata “la sua unica amica” durante quella poco spensierata giovinezza.

Il Museo Glauco Lombardi di Parma conserva ricordi di questo giovane e di sua madre, Maria Ludovica per gli austriaci, Marie Louise per i francesi, Maria Luigia per i parmigiani, tanto amata a Parma quanto discussa in Francia.

Ella riposa proprio a Vienna, nella Cripta degli Imperatori sotto la Chiesa dei Cappuccini, da più di 400 anni luogo di sepoltura degli Asburgo. Luogo dall’atmosfera austera, in un susseguirsi di sepolcri imponenti e severi. La tomba della Duchessa è un podefilata, semplicissima, e rivela una sorpresa. Trovo deposti alla sua base un mazzolino di violette e un foglio di quaderno con un disegno a matita. Le violette di Parma, da cui si estrae il famoso profumo che Maria Luigia adorava, e uno schizzo: il profilo della Cattedrale di Parma con a fianco il Battistero e lassù, quasi in cieloun prosciutto! Una curiosa dimostrazione di affetto che mi stupisce considerando che la Duchessa è mancata nel 1847.

Entusiasmante la visita al Kunsthistorische Museum, straordinaria raccolta d’arte che incanta per la sua ricchezza e complessità. Anche lì, vado alla ricerca di un angolo di Parma, e lo trovo tra i grandi capolavori del XVI secolo.

Il primo dipinto che mi trovo davanti è lAutoritratto nello specchio convesso del giovanissimo Parmigianino, ovvero Francesco Mazzola. La sensazione è la solita. Pur avendo osservato e studiato unopera sui libri, la visione diretta è sempre sorprendente. Quanta tecnica, quanti simboli nascosti in un quadro apparentemente semplice.

Parmigianino è nato a Parma, dove ha lasciato entusiasmanti prove del suo talento. Leleganza delle sue Vergine Savie e Vergini Stolte, affrescate sullarcone della Chiesa della Steccata, giustifica da sola una sosta nella nostra città. Che sviluppi visionari avrebbe mostrato la sua arte se non fosse mancato a soli 37 anni?

Quasi messe a corona di questo piccolo gioiello, riconosco alcune opere di Antonio Allegri, detto il Correggio. Un pittore che si esprime ai massimi livelli proprio a Parma e che la città adotta. A lui è riservato lonore di affrescare la cupola della Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Straordinaria è la spirale di luce che costruisce per rappresentare lAssunzione, un vortice di corpi e di colori imperdibile per chi visita Parma. Nei dipinti correggeschi a tema mitologico del Kunsthistorische Museum, ho ritrovato la stessa umanità morbida, resa con colori pastellati, una dinamicità mai scomposta unita a una grande carica di sensualità.

Mi riferisco in particolare al dipinto che ritrae Giove, capo degli dei, e Io. Giove ha preso laspetto di una nuvola. Il pittore lo ritrae nel momento in cui possiede Io, una figura di donna carica di unintensa femminilità. Correggio rende qualcosa di impossibile, plausibile, e io ho ancora negli occhi quella nuvola morbida che avvolge il corpo di Io, perlaceo e teso ad accogliere un gesto damore.

È stata una bella vacanza, ma lestate non è ancora finita

“Hospitale. Il futuro della memoria” è tante realtà in una: è un motto-guida, un progetto, un luogo, una porta d’accesso alla storia e all’anima di un vasto quartiere (Co’ di Ponte, “Parma vecia”, o come si usa chiamarlo oggi, Oltretorrente) che è parte integrante dell’identità cittadina sebbene ancora poco conosciuto ed esplorato.

“Hospitale” è la più grande installazione di Parma 2020+21, aperta al pubblico fino all’8 dicembre 2020 e realizzata in un settore della Crociera dell’Ospedale Vecchio, in via D’Azeglio.

Dal 2016, l’intero Complesso Monumentale è interessato da un ambizioso intervento di restauro e di rigenerazione urbana, che richiederà non meno di altri tre o quattro anni di lavori per giungere a compimento.

Per oltre sette secoli, l’Ospedale Vecchio (le cui origini risalgono al 1201) è stato il Luogo dell’accoglienza dei più deboli, in particolare degli ammalati e degli orfani.

Per Parma, prossima alla Via Francigena, abituata a dare ospitalità e soccorso ai pellegrini di ogni condizione sociale, l’Ospedale è l’icona di uno straordinario impegno di accoglienza e di cura, che si è espresso per secoli in una fittissima rete di xenodochi (gli ostelli per pellegrini, spesso bisognosi di cure mediche) e di luoghi di assistenza sparsi in tutta la città, riuniti poi, fino al 1926, nel grande e complesso edificio affacciato su via D’Azeglio.

Salito lo scalone dell’Ospedale, che introduce nell’altissima Crociera (circa 12 metri), inizia l’esperienza Hospitale.

Il visitatore è avvolto nella penombra, dove inizia un racconto al principio solo visivo e musicale e che procedendo si fa più denso e coinvolgente.

Nella tappa successiva, lungo il braccio settentrionale della Crociera, lo spettatore si trova circondato e in qualche modo “immerso”(filo conduttore è proprio l’acqua scrosciante, fonte di vita ma anche di distruzione) tra otto videoproiezioni sincronizzate.

Un’istallazione che è un racconto denso, umanamente ricco, interpretato dagli attori Marco Baliani e Giovanna Bozzolo, basato su temi e momenti essenziali della storia dell’Ospedale Vecchio, dalla sua fondazione fino al secolo scorso, e del quartiere Oltretorrente che lo ospita.

Scorrono immagini e memorie di un’istituzione pionieristica e capace di eccellenza, ma anche storie di umile vita quotidiana, di catastrofi naturali, di carità, di ribellione ai soprusi e alla miseria, dei quali la città può andare fiera, oggi più che mai.

Se siete interessati a fare quest’esperienza legata alla visita “Parma si prende cura” potete contattarci. Le nostre guide sapranno condurvi nel cuore pulsante della Parma che accoglie.

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